Sport e minori non accompagnati
Sono 546 i ragazzi minorenni stranieri non accompagnati in Liguria, quasi tutti maschi, che rappresentano il 3.2% di quelli presenti sul territorio nazionale.
400 di questi sono presenti nell’area metropolitana di Genova ed hanno un’età prevalente fra i 15 ed i 17 anni.
Questi sono solo alcuni dei dati emersi nel corso di un convegno che si è svolto nei giorni scorsi nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi organizzato dal gruppo consiliare Riformiamo Genova.
Anche lo sport può avere un ruolo importante nel percorso di inclusione e crescita di questi ragazzi.
“E’ stato un incontro molto interessante e proficuo nel quale prima di tutto sono stati presentati i dati veri del fenomeno e le strategie per migliorare, oltre gli aspetti burocratici, particolarmente complessi, soprattutto quelli educativi. Lo sport- dice Luca Verardo Presidente CSI Liguria- può coinvolgerli in attività che li integrino nella nostra società, che agiscano sulle loro fragilità. Il nostro ente da molti anni è attivo e protagonista in molti progetti sociali a favore delle fasce deboli della popolazione e non può che affrontare anche questa sfida”.
A Genova le nazionalità più rappresentate fra i minori stranieri non accompagnati sono quelle egiziana ed ucraina che da sole rappresentano i due terzi del totale delle persone accolte: seguono ragazzi provenienti da Tunisia, Albania e Gambia.
Una delle sfide più importanti è quella del sistema educativo: nelle scuole della nostra regione ci sono circa 30.000 stranieri e la fascia di età dei minori non accompagnati è quella degli istituti superiori, contesti dove il rischio di dispersione è più alto.
“Coloro che all’interno degli hub che ospitano minori non accompagnati delinquono sono solo una ventina rispetto ai 546 censiti. Una minima percentuale– sottolinea Luca Verardo- che smentisce clamorosamente il paradigma ed il pregiudizio che una buona parte della popolazione ha nei confronti di questi ragazzi”.
Durante il convegno “Minori non accompagnati: dalla narrazione alla realtà”, l’Assessore al Welfare Cristina Lodi e l’Assessore alla Sicurezza Urbana Arianna Viscogliosi hanno chiesto al governo di rafforzare con significativi investimenti le politiche educative per percorsi sociali e per la formazione per l’ingresso nel mondo del lavoro: questi ragazzi sono già, o stanno per diventare, nostri concittadini.
