Troppi abbandoni nello sport
Ragazze e ragazzi fanno molto più sport rispetto a dieci anni fa ma l’età dell’abbandono si è notevolmente abbassata: si lascia infatti soprattutto nel passaggio dalle scuole elementari alle medie e dalle scuole medie alle superiori.
E’ questo uno dei dati più significativi emersi nel corso del convegno del Centro Sportivo Italiano “Sport, numeri e promozione sociale- Raccontare lo sport di base fra innovazione, ESG ed impatto sociale “che si è svolto venerdì 16 e sabato 17 a Bologna nella suggestiva sala absidale di Sante Lucia.
A moderare il convegno la giornalista di Sky Federica Lodi: la Liguria era rappresentata da Luca Verardo, presidente del comitato regionale, con alcuni componenti del suo staff, Lorenzo Avanzini e la new entry Laura Millaci.
“Molti interessanti sono stati i cinque tavoli di sabato con il World Caffè con i referenti nazionali per individuare gli strumenti migliori per contrastare il drop- out, guardando non solo i para- adolescenti ma anche le cosiddette grandi età con il progetto Silver FIT nato ed ideato nella nostra regione. Occorre incrementare la partecipazione al Terzo Settore- sottolinea Luca Verardo Presidente CSI Liguria– con una maggiore sostenibilità economica per i vari progetti”.


Il convegno è stato organizzato nell’ambito del progetto Gimme Five, cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sciali, in collaborazione con l’Università di Bologna.
Nel suo intervento introduttivo il Prof. Paco D’Onofrio ha ricordato, a partire dall’articolo 33 della Costituzione, la piena dignità dello sport di base, che non è una versione minore di quello di vertice, e la necessità di rimuovere gli ostacoli che consentono a tutti di praticarlo.
La tecnologia – ha detto- dovrebbe aiutarci ad accorgerci prima di una persona, senza diventare il pretesto per occuparcene meno.
Sempre su questo filone Ivan Del Grammastro ha presentato un algoritmo predittivo bastato sull’intelligenza artificiale.


Analizzando dodici stagioni di dati del tesseramento CSI, il modello è in grado di stimare chi rischia di allontanarsi dallo sport.
Una potenza di calcolo che fino a pochi anni fa era impensabile per un’associazione sportiva e che oggi ci permette di passare da politiche che rincorrono a politiche che prevengono.


Una tecnologia che non sostituisce lo sguardo dell’educatore, ma lo aiuta ad arrivare in tempo, per chiamare per nome chi sta per andarsene.
“Da Bologna nasce un nuovo tassello della Road Map del CSI, che si aggiunge a quelle di Modena e di Cava de’ Tirreni. Papa Leone XIV, nella Magnifica Humanitas– dice Vittorio Bosio Presidente nazionale CSI– ci ricorda che le innovazioni non sono mai neutrali e vanno misurate da quanto fanno crescere le persone in umanità e fraternità. È questa la rotta che vogliamo seguire: dati, strumenti e tecnologie al servizio delle persone, per non perdere nessuno. Perché lo sport ha sempre saputo attirare ed oggi deve imparare anche a trattenere”
