Il Rapporto Sport promuove la Liguria
Lo sport italiano è un motore che muove il nostro Paese fra economia, lavoro e benessere sociale: è questo in estrema sintesi quanto emerge dal Rapporto 2025 voluto dal Ministero dello Sport e per i Giovani, e curato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e da Sport e Salute S.p.A.
I dati del Rapporto, giunto alla terza edizione, certificano che il settore genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1.5 % del PIL nazionale, in crescita rispetto all’anno precedente, ed occupa 421.000 persone.
I numeri più interessanti riguardano la quotidianità con 38 milioni di italiani che sono attivi: due su tre scelgono di fare attività fisica durante la settimana abbassando drasticamente il numero di persone sedentarie sino al minimo storico del 33. 2%.
La percentuale di chi pratica sport in modo continuativo sale al 28.6% della popolazione con aumenti significativi fra i bambini e fra gli over 65.
Risultano 12.3 milioni gli italiani tesserati per un organismo sportivo che svolgono attività presso 107.804 ESD (Enti sportivi Dilettantistici), iscritti al RASD, il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche istituito presso il Dipartimento di Sport e Salute.
Per questa grande domanda, la risposta è di 78.000 impianti veri e propri e 114.000 spazi sportivi: il 70% è di proprietà pubblica, soprattutto i comuni.
La grande problematica è che il 40% queste strutture è stata costruita negli anni Settanta- Ottanta, un patrimonio edilizio che richiede interventi urgenti di riqualificazione e rigenerazione.
Un’ interessante novità del Rapporto 2025 è l’introduzione di schede regionali per fotografare la situazione con l’obbiettivo di cercare le soluzioni più efficaci per migliorarla.
In Liguria sono censiti 2.634 impianti sportivi, in rapporto alla popolazione siamo al quarto posto in Italia: la criticità è che l’8% non risulta funzionante.
Il 75% sono di proprietà pubblica e solo il 9% utilizza fonti energetiche rinnovabili.
“Dal punto di vista del risparmio energetico, un aspetto fondamentale per gestire gli impianti, siamo purtroppo al di sotto della media nazionale- dice Luca Verardo Presidente Regione Liguria-necessitano importanti investimenti che la Regione sta facendo e farà in futuro”.
Gli spazi di attività nella nostra regione sono 4.232.che, sempre in rapporto alla popolazione della nostra regione, significa 8° posto.
3.296 gli Enti Sportivi Dilettantistici con una media di 151.6 tesserati: 199 di questi enti sono affiliati ad almeno una disciplina paralimpica.
“Pe restare al passo con i tempi ed affrontare le turbolenze del mercato bisognerebbe che tante realtà, soprattutto piccole, si aggregassero– auspica Luca Verardo–Abbiamo infatti rispetto ad altre regioni una atomizzazione delle società”.
I dati ISTAT certificano che nel 2024 il 30% della popolazione ligure, con tre anni o più di età, ha praticato sport in modo continuativo nel tempo libero: un dato superiore alla media nazionale.
Un ruolo significativo ha avuto il CSI non solo per le centinaia di ESD affiliate ma anche per aver partecipato e coordinato progetti sociali specifici, a cominciare da quello per svolgere attività all’interno delle carceri.
“Il ritorno economico in questo ambito in Liguria è addirittura superiore alla media nazionale– dice Luca Verardo. Per ogni euro investito porta una ricaduta positiva di 4.9 euro. Un moltiplicatore d’impatto che dimostra come lo sport sia leva di coesione, salute ed inclusione per la comunità”.
Confortanti sono anche i dati sul lavoro sportivo: i contratti di collaborazione continuata e coordinata sono 12.481(39.6% donne e 60. 4% uomini) con un’età media di 29.6 anni.


Una delle sfide più importanti da vincere in Italia è quella di sviluppare e potenziare l’attività fisica e motoria e la cultura sportiva di qualità, e con competenze e professionalità specifiche, in ambito scolastico.
Nell’anno 2024- 25 sono stati coinvolti 12.240 istituti, 112.315 classi, 2.2 milioni di alunni, in 4.200 comuni: l’attività si è sviluppata con 47 discipline grazie a 7.655 tutor e tecnici.
In Liguria hanno partecipato 307 scuole, 2.350 classi, con il contributo di 191 fra tutor e tecnici.
